dal sito: www.romanotizie.it
Nella seduta odierna il Consiglio del Municipio Roma 6 ha votato, all’unanimità, un ordine del giorno che chiede di mettere la parola fine al processo di decentramento abolendo di fatto le strutture municipali. Il Presidente del Consiglio Municipale Gianluca Santilli ha dichiarato: "chiediamo al Sindaco ed al Consiglio Comunale di prendere atto del sostanziale esaurimento del processo di decentramento predisponendo gli atti per deliberare l’abolizione degli articoli da 26 a 29 dello Statuto Comunale.” “E’ un atto di protesta” ha continuato Santilli “che scaturisce dalla decisione del Governo di mortificare il nostro lavoro additandoci al pubblico ludibrio quali principale causa degli eccessivi costi della politica. Questo è un colpo molto grave assestato alla democrazia di base o di prossimità.”
Il capogruppo del PD, Giammarco Palmieri, dal canto suo ha riferito: “non crediamo che le istituzioni di prossimità possano essere accusate quali principali responsabili della crescita dei costi della politica che si annida invece ad altri livelli. Senza ipocrisie si dica che i servizi a 360 gradi che i Municipi offrono non giustificano i loro costi e si agisca di conseguenza terminando l’esperienza del decentramento amministrativo.
"Non si tratta di una resa - ha dichiarato Sirleto (capogruppo del PRC) - bensì di un atto forte di protesta, tanto nei confronti del Parlamento quanto del Comune. Le Istituzioni statali e comunali devono pronunciarsi sull’utilità o meno della sopravvivenza dei Municipi. Se credono veramente nella democrazia di base e nella partecipazione, come ci crediamo noi, devono metterci in condizioni di operare con serenità, senza venire additati continuamente come i massimi responsabili dei mali e dei costi della politica. Cosa, oltretutto, assolutamente infondata".

1 commento:
Personalmente sono d'accordo nel merito della questione, perchè come la maggior parte dei cittadini credo che i veri sprechi della politica non si trovano in istituzioni come i municipi. Però, credo che non è attraverso la provocazione di alcuni ordini del giorno si riescano a risolvere i problemi. Infatti in un momento come questo dove il sentimento de "l'antipolitica" è forte nel nostro Paese, per alcune questioni importanti come queste andrebbe fatta una riflessione più profonda coinvogendo il più possibile la società su quelli che sono gli sprechi della politica italiana. Inoltre penso che sicuramente è utile discutere e se necessario criticare alcuni provvedimenti che il nostro governo sta adottando, ma questo non può essere fatto solamente con ordini del giorno e comunicati stampa ma attraverso un confronto di idee, che parta innanzitutto da sedi appropriate come sono le sedi dei partiti, capisco che in questo momento di assestamento del PD è difficile arrivare ad un confronto con i volontari e i militanti, ma in futuro ci si deve ricordare che sempre rispettando l'autonomia dei consiglieri questi comunque rispondono ad un'organizzazione, che per il momento è deficitaria, ma che comunque esiste e si chiama partito, nel caso nostro Democratico.
Carlo Infante
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