mercoledì 28 novembre 2007

Appello al CIO, il Dalai Lama alle Olimpiadi 2008.




Un appello al Comitato Olimpico internazionale per l'invito del Dalai Lama alla Cerimonia inaugurale dell'Olimpiadi di Pechino e a tutti i comuni d'Italia perché il 10 marzo (anniversario dell'occupazione cinese) espongano la bandiera tibetana fuori dalla loro sede: due proposte per ricordare all'opinione pubblica italiana la costante violazione dei diritti umani e la dura repressione militare attuata dalla Cina in Tibet. È l'iniziativa lanciata questa mattina in Campidoglio da Paolo Masini, Edoardo Del Vecchio ed Enzo Foschi, rispettivamente consigliere comunale, provinciale e regionale del Partito Democratico, insieme a Marialaura Di Mattia dell'Associazione Amici del Tibet e al monaco buddista Ghesce Lobsang Pende del Centro Cian Ciub Cio Ling), con la collaborazione di numerose associazioni impegnate nello sport e nella promozione dei diritti umani. «Crediamo che, quella dei Giochi olimpici, sia una grande occasione per rilanciare la questione dei diritti umani in Tibet - afferma Paolo Masini - È possibile sottroscrivere l'appello al presidente del Comitato olimpico internazionale collegandosi al sito freetibetfreegames.org Chiediamo inoltre di esporre il prossimo 10 marzo la bandiera tibetana sui palazzi istituzionali di Roma e su tutti i municipi d'Italia, come già avviene a Parigi e in altre capitali europee» «Noi non chiediamo il boicottaggio delle Olimpiadi - sottolinea Enzo Foschi - perché sarebbe la negazione di quei valori più profondi dello sport che sosteniamo chiedendo il rispetto della Carta Olimpica e l'invito del Dalai Lama a Pechino. Chiederemo a tutto il mondo sportivo romano di partecipare alla nostra campagna e sono già previsti banchetti nei luoghi dove si svolgono attività sportive». I consiglieri del Partito Democratico si impegnano a proporre a tutti i livelli istituzionali, dal Comune alla Provincia e alla Regione, una mozione di adesione all'inizitiva. Secondo Edoardo Del Vecchio «con la scelta di Pechino come sede delle prossime Olimpiadi, lo sport torna a rivolarizzarsi come strumento di diplomazia. L'invito del Dalai Lama rappresenterebbe il coronamento dei nostri sforzi». Per Ghesce Lobsang Pende, «bisogna dare ora una scossa al regime cinese che attende semplicemente la morte di Sua Santità il Dalai Lama. E il tempo per agire è poco».

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